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Regole per argomentare e controargomentare

Esistono regole per discutere bene? In modo netto e codificato no, tuttavia si possono indicare alcune condizioni, in assenza delle quali la discussione non può dirsi razionale. A tali condizioni bisognerebbe attenersi, ogni volta che si vuole argomentare una tesi in modo valido. Queste condizioni possono essere raggruppate in relazione alle due fasi del processo argomentativo:

La presentazione dello status quaestionis
Essa dovrebbe articolarsi così:

  1. enunciazione concisa del problema da affrontare;
  2. delucidazione del significato di alcuni termini, laddove vi sia ambiguità;
  3. presentazione della rilevanza del problema e delle possibili conseguenze teorico-pratiche della sua soluzione;
  4. enunciazione delle soluzioni alternative e loro critica;
  5. enunciazione della soluzione che s'intende sostenere.

La giustificazione della soluzione
Essa va presentata attraverso un argomento o una combinazione di argomenti: quindi, rispettivamente, con un ragionamento semplice o un ragionamento complesso

Si noti che la presentazione della propria soluzione è solo l'ultimo passo dello status quaestionis. Questo significa che prima di manifestare la propria opinione conviene riflettere intorno alla natura del problema e ai possibili equivoci derivanti da un uso improprio dei termini; inoltre, è doveroso un atteggiamento di disponibilità nei confronti delle ragioni degli altri. Solo a questo punto si portano gli argomenti a favore della propria tesi.

La discussione è fatta di tesi argomentate e di critiche a tale tesi. All'argomentazione segue una contro-argomentazione, in cui alla tesi ascoltata si oppongono obiezioni razionali, senza che ciò significhi proporre una tesi alternativa.

La contro-argomentazione
Essa richiede il rispetto di alcune regole. Essa dovrebbe essere preceduta da una riformulazione della tesi che s'intende avversare, in modo da mostrare che è stata ben compresa. Quindi si possono seguire due vie contro-argomentative:

a. Si attacca lo status quaestionis avversario argomentando uno dei seguenti punti:

    1. il problema è mal posto;
    2. i termini impiegati nell'argomentazione sono stati usati impropriamente o in modo ambiguo;
    3. il problema o la tesi che ne denuncia la soluzione sono irrilevanti;
    4. una delle tesi rivali è migliore;
    5. la tesi è mal posta.

b. Si attacca la giustificazione argomentativa dell'avversario mostrando che nel processo argomentativo è incorso in una o più fallacie, oppure che alcuni degli argomenti presentati sono irrilevanti.

Vedi anche:

regole per discutere razionalmente
bibliografia essenziale